Ai genitori lo smartworking, alle ballerine lo smartdancing

Non è semplice trovare il lato positivo delle cose. In questo periodo i nostri sensi sono sempre allerta in attesa di un improvviso cambiamento, un’altra volta. Per sentire meno il peso delle difficoltà del momento, ci impegniamo e cerchiamo a tutti i costi di mantenere un ritmo di vita regolare nei nostri impegni quotidiani.

Da adulti, ci sentiamo responsabili nei confronti degli altri, dal punto di vista della salute, dal punto di vista del rispetto alle regole, dal punto di vista economico fondamentale per poter sopravvivere.  Sopraffatti da tutta questa responsabilità ci dimentichiamo di quanto sia importante l’aspetto emotivo di questo momento. Se le giornate di noi adulti sono scandite da numerosi impegni che ci occupano i pensieri, i bambini più liberi di giocare e più liberi di esprimersi avvertono in maniera ancora più importante gli aspetti emotivi che la pandemia ha portato con sè.

Per questo motivo è ancora più importante cercare un equilibrio delle loro giornate, evitando che si creino eccessive discontinuità rispetto a ciò a cui erano abituati prima del virus. Seppur i contesti cambino, è possibile con un po’ di flessibilità mantenere vivo il ricordo e le sensazioni positive legate agli impegni quotidiani della loro vita. Nella sfortuna della chiusura delle attività, la danza è un’attività che si può portare avanti, con alcuni compromessi, all’interno delle nostre case.

Il movimento, oltre a farci stare bene, ci lega ad una dimensione nostra e personale, che può essere ritrovata anche all’interno di uno spazio domestico in cui ci si sente sicuri. Può essere quindi l’occasione per ricordare a noi, come ai nostri bambini, di creare un filo continuo dentro di noi che faccia sentire al sicuro in un momento di incertezza.

Lascia un commento